lunedì 17 luglio 2017

LA MANGUSTA

                                           LA MANGUSTA

LA MANGUSTA
La Mangusta, è un mammifero carnivoro facente parte della famiglia degli Herpestidae. È possibile avvistarla in Asia e in Africa, ci sono circa 34 specie di questo esemplare, tutte quante molto simili per forma e abitudini. Questo animale ha un corpo allungato, possiede zampe molto corte, il muso appuntito e la coda folta e cespugliosa. Gli occhi sono grandi e tondi, le orecchie piccole, quasi non si vedono tra il pelo, il manto è coperto da un folto e lungo pelo molto ruvido. La maggior parte delle specie della Mangusta posseggono cinque dita con lunghi artigli, la lunghezza varia dai 24 ai 58 cm, il peso va dai 320 grammi ai 5 Kg (peso, lunghezza e colore variano da specie a specie).

Il colore del manto varia da mangusta a mangusta, ci sono alcune con il pelo pezzato, altre striate, altre presentano disegni molto vivaci, il colore può variare dal grigio al marrone-rossiccio  al marrone-giallastro al nero. Questa variazione di colore cambia in base al luogo di appartenenza, poichè permette alla Mangusta una perfetta mimetizzazione nell’ambiente circostante. La sua dieta è composta da piccoli vertebrati, insetti e altri invertebrati presenti nell’ambiente circostante. Il maschio è estremamente territoriale, nella sua zona permette solo alle femmine di risiedervi stabilmente.
Il periodo degli accoppiamenti varia da specie a specie e dal luogo di appartenenza, per esempio ci sono gli esemplari che si riproducono solo nei mesi caldi, altri aspettano il periodo in cui la presenza di cibo è maggiore e così via. Una volta nati, i piccoli saranno poco pelosi e apriranno gli occhi circa due settimane dopo la loro nascita. La Mangusta è ancora uno di quegli animali fortemente presente, nonostante la distruzione da parte dell’uomo di diverse zone di sua residenza, il numero di questi esemplari è ancora molto forte. In alcune zone, le nascite verrebbero addirittura controllate, in quanto questi animali sono portatori di rabbia. Mordendo altri esemplari è molto facile causarne la diffusione. La Mangusta pare sia uno tra gli animali che risiede sul nostro Pianeta da molto tempo, antichi geroglifici egiziani la ritraggono sulle pareti delle tombe; tali disegni sono datati circa 2800 anni fa.
La mangusta ha difese simili ai serpenti e per questo è immune dal loro veleno.
La mangusta è da sempre conosciuta per la sua abilita' nell'attaccare e nell'uccidere i serpenti.
Lo fa con una rapidità fulminea e con un'infallibile precisione, mirando al collo o alla nuca del rettile, che stringe tra i suoi denti aguzzi. Non abbandona la presa se non dopo che il nemico è stato ucciso, incurante di essere avviluppata dalle sue spire o sferzata con la coda.
Si è sempre ritenuto che nella lotta coi serpenti le manguste potessero vantare unicamente una maggiore velocità di azione e agilità di movimento, non potendo contare apparentemente su alcun'altra difesa di fronte alla micidiale arma del veleno dei serpenti.
In Israele, hanno invece dimostrato che questi animali possiedono una particolarità fisiologica che consente loro di neutralizzare gli effetti letali delle tossine contenute nel veleno dei serpenti. Un meccanismo di difesa che, peraltro, è del tutto identico a quello posseduto dagli stessi serpenti.
L'azione principale delle tossine contenute nei veleni dei rettili è quella di bloccare progressivamente i movimenti di un animale, sino a provocarne la morte.
La sostanza più attiva è l'afa - neurotossina che una volta all'interno dell'organismo si lega ai recettori per l'acetilcolina, molecola deputata a trasmettere gli impulsi nervosi ai muscoli impedendone di fatto ogni movimento, sia la contrazione che il rilassamento.